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Ass.Yoga Gyanander

Yogi Gyanander
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DIWALI
E' LA PIU' GRANDE FESTA DELL'INDIA....
COME IL VOSTRO NATALE.

Molte migliaia di anni fa, c’era un Principe era nato nella città che oggi è chiamata Ayodyia.
A quel tempo era chiamata Awaddh Puri. Il colore del suo corpo era come una nuvola nera, i suoi occhi erano come fiori di loto, la sua vita era sottile, le sue mani arrivavano fino alle ginocchia. Il Principe, che indossava sempre un arco grande ed una freccia, era della dinastia del Sole. Suo padre, Dasrath, aveva tre mogli che per lungo tempo non gli avevano dato nessun figlio. In passato, prima che iniziasse l’Era del Treta Yug, avvenne una grande battaglia tra demoni e dei, con molti guerrieri divini dal cielo e dalla terra. L’imperatore Dasrath aveva partecipato a questa battaglia. La sua moglie preferita, Kekayi, che era anche la più giovane, dovette insistere per accompagnarlo in battaglia sul suo carro divino. In battaglia, il Re Dasrath svenne quando fu trapassato da una freccia. In quel momento, la giovane regina prese le redini dei cavalli e lo portò al sicuro fuori dalla battaglia.
Quando lui aprì gli occhi, chiese alla regina di esprimere qualunque desiderio ella avesse, come compenso per averla salvata. La regina rispose che avrebbe riservato questo desiderio per il futuro.

Per avere un figlio, Dasrath chiamò un sacerdote (bramino) che aveva una conoscenza molto alta di nome RishSring. Lui fece una grande cerimonia del fuoco, così quando la cerimonia finì, dal fuoco emerse un uomo divino.
Era di colore nero, con  un vestito rosso. Anche il suo viso era rosso. La sua voce era molto profonda, come quando viene suonato il corno da battaglia. Era adornato da molti gioielli, e teneva nelle mani un grande piatto d’oro, rotondo e coperto da un coperchio d’argento. All’interno, un kyr, di riso dolce mescolato con latte. Disse: “vengo a seguito dell’ordine di Brahma, il Creatore. Questo dolce, fallo mangiare alle tue spose, che diverranno presto incinte”.

 L’imperatore prese il piatto e  lo pose sopra la sua testa, e andò all’interno del palazzo delle regine. Andò dalla prima regina, e divise in due il dolce, offrendole una metà. La prima regina si chiamava Koshellya. Poco dopo, andò dalla seconda regina, Shumitra, e divise ancora in due parti quel che restava del dolce, offrendole una delle due parti e portando il resto all’ultima regina - Kekayi. Giunto da lei, divise di nuovo a metà il dolce, e le diede una metà. La metà che restava, la riportò alla regina di mezzo, e glielo diede da mangiare. In questo modo, nacquero quattro principi: da Koshellya, il primo principe. Da Shumitra, due principi, dalla terza moglie nacque un ultimo figlio.

Il primogenito è l’immagine dell’equilibrio assoluto  -- ciò che, dalla Gita, chiamiamo, “lontano da Rag e Duej, dall’attrazione e dalla repulsione”. Lui era come un fiore di loto: con le radici nel fango, e vivente nell’acqua, non ne era toccato. Come un uccello le cui ali sono sempre asciutte anche se come l’anatra vive sempre nell’acqua. Quando il Principe aveva 14 anni, un grande Yogi, Vishvamitar, venne per prenderlo con sé per combattere i démoni, ma suo padre rifiutò di lasciar andare il figlio, affermando che il figlio fosse troppo giovane per combattere contro dei démoni: “ti prego, verrò con te con il mio esercito a combattere i démoni, ma non prendere mio figlio”.
Ma, a seguito di un ordine da parte di Yogi Vasisht, Dasrath diede infine il permesso al figlio per andare a combattere i démoni. Vishvamitr così insegnò all’adolescente l’uso di tutte le armi divine – malgrado il ragazzo le conoscesse già.

In quel tempo, mentre Vishvamitr e il Principe stavano nella foresta, era previsto il fidanzamento della principessa Sita, figlia del re Gianak, maestro di Shukdev. Questa principessa, Sita, non era nata dal grembo di una donna, ma dal sangue di yogi che era stato nascosto dal demone Ravan all’interno di una brocca e sotterrato nel territorio del Re Gianak. Siccome c’era stata una grande carestia, il re Gianak arando il campo aveva dissotterrato la brocca e scoperto una bellissima bambina al suo interno – Sita, che divenne poi una bellissima Devi che tutti nell’Universo desideravano sposare, incluso lo stesso Ravan.
Invitato alla cerimonia, Vishvamitr prese i due principi – il più giovane era chiamato Laxman – e si recò ai festeggiamenti per il Sawambar (il fidanzamento di Sita), ma la condizione per divenire fidanzato ufficiale della principessa era estremamente difficile: essere in grado di tendere l’arco di Shiva, infilare la corda, e lanciare una freccia.
Ravan stesso venne e fallì l’impresa, e come lui moltissimi altri non riuscirono nemmeno a smuovere di un centimetro l’arco.

Così, nessuno fu capace di soddisfare la condizione e Re Gianak dichiarò che nessuno sulla terra era capace di portare a termine questa impresa, e che quindi Sita sarebbe rimasta nubile poiché egli era ormai obbligato a mantenere la sua promessa. Laxman disse a Re Gianak che la sua affermazione era un insulto – poiché esisteva un principe, della dinastia del Sole, dal regno di Ayodyia, presente tra il pubblico. Allora Vishvamitra disse a Laxman di star calmo e ordinò al Principe di tendere l’arco di Shiv, di infilare la corda, e di lanciare una freccia. Mentre Il Principe stava infilando la corda nell’arco, l’arco stesso si ruppe, e il suo boato fece tremare tutti i Tre Mondi. Il Principe così tornò indietro da suo padre, ad Ayodiya, dopo aver completato l’impresa. Il padre era molto felice che il figlio avesse compiuto l’impresa, e annunciò che il giorno successivo egli sarebbe divenuto Re al suo posto. Il Principe rimase in silenzio – per lui ogni giorno era un giorno normale, come gli altri.

Quando la serva della giovane regina ascoltò la dichiarazione del Re, si recò immediatamente dalla padrona, e la imbrogliò dicendole: “adesso che il Principe Ereditario diverrà Re, tuo figlio e tu stessa diverrete dei servi! Questo è il momento per chiedere al re di soddisfare il tuo desiderio! Chiedigli che sia tuo figlio, Bharat, a divenire Re al posto del fratello, e fai esiliare il Principe nella foresta, senza vestiti e a piedi nudi per 14 anni”. Quando ascoltò la richiesta della giovane moglie, il re cadde ai suoi piedi, implorandola di cambiare idea. Ma lei rimase irremovibile. Quando il Principe seppe la notizia, non fu infelice: prima ancora di aver ascoltato la richiesta del padre, per impedirgli di venir meno alla sua parola, partì per la foresta, affermando che la Verità dovesse sempre essere seguita. Con lui, la moglie Sita e uno dei fratelli – Laxman, figlio della seconda moglie del Re. Appena partirono, il Re morì per il dolore, pronunciando sempre il nome del figlio.

Gli esiliati per 14 anni vissero in moltissime foreste insieme a Sita, e nell’ultimo anno trovarono una bellissima foresta dove vivere. Una volta, passò una antilope dorata, e Sita chiese al marito di catturare l’animale.  Lasciando Laxman con la moglie, il Principe inseguì l’antilope, ma dopo un po’ di tempo l’animale cominciò a piangere con la voce del Principe stesso, gridando a Laxman di venire in suo soccorso.
Sita, sentendo la richiesta, implorò Laxman di andare a salvare il fratello. Laxman partì, ma chiese a Sita di rimanere all’interno di un cerchio da lui tracciato intorno alla capanna. L’antilope, colpito dalla freccia del Principe, si trasformò in un démone, che affermò di essere felice di morire per mano del Principe invece che per mano della spada di Ravana.
In quel momento arrivò Ravan, che assumendo la forma di un bramino chiese a Sita di avere dei frutti in offerta. Entrando nel cerchio, Ravan ebbe un grande shock, e cadde all’indietro, così chiese a Sita di uscire dal cerchio per offrirgli dei frutti della foresta. Sita rispose che non le era possibile, allora Ravan le chiese di estendere la sua mano per offrirgli i frutti. Quando Sita estese la sua mano, Ravan la afferrò, la trascinò fuori dal cerchio e messala dentro la sua carrozza divina, volò in cielo fino all’isola di Shri Lanka – che era completamente protetta dall’acqua come una fortezza d’oro. Sita lasciò cadere i suoi gioielli e quando il Principe tornò alla capanna e non trovò la moglie cominciò a piangere per lei – in quel momento Shiv e Parvati stavano passando. Shiv salutò il Principe, ma Parvati rimase interdetta: “Tu saluti un normale mortale?”. Shiv rispose: “Quello non è un essere normale né mortale”, e allora Parvati prese la forma di Sita, e si nascose dietro un albero. Quando il Principe passò e vide la forma della moglie, disse: “Madre (Parvati), cosa fai qui?”.

Il Principe incontrò Hanuman, che con altre scimmie si recò a cercare Sita. Fece un salto dalla montagna, dove gli era stato detto da un avvoltoio che Sita era in Shri Lanka, direttamente nel giardino dove Sita era tenuta prigioniera, e le portò un anello del marito per confortarla. Nello stesso giardino, Sita era circondata da démoni femminili, che cercavano di convincerla ad accettare Ravan. Hanuman allora diede fuoco all’intera isola, e saltando tornò indietro ad informare il Principe del luogo ove Sita era tenuta prigioniera. Era molto difficile attraversare l’Oceano con il grande esercito approntato da Hanuman: scimmie, orsi,…. Allora le scimmie costruirono un enorme ponte sull’oceano, lo attraversarono ed arrivarono con il Principe e tutto l’esercito, per poi infine uccidere Ravan con una grande battaglia.

Dopo aver provato che Sita non era stata toccata da Ravan (facendola passare all’interno di un fuoco, che per Sita rimase comunque come acqua fredda), il regno di Shri Lanka fu dato al fratello di Ravan, Vhibishan. Il Principe allora tornò indietro alla sua capitale, con la stessa carrozza divina, con Hanuman, Sita, Laxman. Dopo 14 anni, quello era il giorno in cui Ayodiya attendeva il suo Re, il Principe. Il suo giovane fratello Bharat non era divenuto Re – aveva preso gli zoccoli di legno del fratello e li aveva messi sul trono. Quando il Principe tornò, tutta Ayodyia fu illuminata da luci di lampade, bellissime e splendenti.

Gli uccelli cantano con la sua voce, i venti suonano e soffiano con il suo permesso, i vulcani esplodono a seguito di un suo atto di volontà, le stelle si muovono a seguito del suo desiderio.
Pioggia, tuoni e fulmini devono chiedere il suo permesso per manifestarsi. Lui vive all’interno di ogni essere vivente, ed ogni essere vivente vive in lui.
Il festival che fu tenuto il giorno in cui il Principe tornò al suo regno è chiamato Diwali.


Il nome del Principe era Ram.


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